DRAMMATICO – DURATA 108′ – GRAN BRETAGNA
Mentre le squadre moraliste islamiche organizzano incursioni arbitrarie a Teheran e i fondamentalisti prendono il controllo delle università, Azar Nafisi, insegnante attivista, raduna segretamente sei delle sue studentesse più impegnate per leggere classici occidentali proibiti. Non sono abituate a essere invitate a dire la loro, ma presto decidono di togliersi il velo e le loro storie si intrecciano con quelle dei romanzi che leggono…
+Info »
|
|
Guarda il Film Completo: |
Guarda il Trailer: |
La Farahani è sempre bella e brava in questa produzione che purtroppo mette in scena il classico “occhio occidentale” sorvolando con leggerezza qualche passaggio e calcando la mano su altri clichè mancando alla fine l’empatia con gli spettatori. Stesse argomentazioni e tipo di caratteri messe in scena in maniera originale e impeccabile li trovate invece in “Under the shadow” di Babak Anvari.
VOTO 5,5/10
Tratto dallo stesso romanzo filtrato dall’esperienza cinematografica e dal vissuto storico del regista israeliano che riproduce in maniera più che rispettabile, secondo la mia opinione, la voglia di democrazia tradotta in arte, cultura e conoscenza in un’atmosfera dove regnano repressioni, abusi e violazioni e dove la morale non ha alcun significato davanti alla legge. La parte storica scorre in sottofondo mentre l’accento è puntato più su rapporti umani e buone riflessioni come al min. 43 e 1h20. Suggestiva la finestra davanti alle montagne min 26. L’insegnante recita molto bene la parte educativa e amichevole alternando momenti di felicità e compassione e il film in generale ti avvolge delicatamente con la sua tenerezza tutta al femminile. In due parole mi è piaciuto
Propaganda molto sempliciotta di una visione estremamente occidentalizzata per un film che non vale assolutamente la pena guardare.
Voto: 4-
Non ho letto il libro per cui non posso fare confronti, posso solo basarmi su quanto scritto su Wikipedia e in altre recensioni professionali. Vero è che anche se non proprio aderente allo scritto della Nafisi, resta un film per me da vedere, decisamente ben recitato, che ha un impatto immenso e forte come un diretto sul volto. Mi sembra assurdo parlare di propaganda, è alese che una teocrazia abbia queste caratteristiche e che siano atroci. Non è essere di parte trovarle deprecabili. Non finirà mai di impressionarmi il confronto con le foto della metà degli anni ’70. Un cambiamento quello della rivoluzione islamica che ha devastato il paese.
Di questo film, ma anche di altri simili, c’è qualcosa che mi lascia sempre sgomento. La facilità con cui certe idee prosperino, come trovino terreno fertile, e ne sono un esempio i comportamenti e gli atteggiamenti degli studenti maschi, che per quanto possano essere esasperati, non possono lasciare indifferenti. O la crudeltà con cui le stesse donne oppresse trattano le altre donne, invece di essere complici e comprensive. Non mi addentro in ulteriori considerazioni perchè non ne ho la competenza. La libertà di cui si viene privati non ha prezzo. La fuga è più che comprensibile, anche vedendo che la speranza di un cambiamento non ha modo di prosperare. I figli saranno educati in un certo modo, e ci sarà un effetto domino che farà precipitare tutto. Da vedere per riflettere.
Il film è tratto da un romanzo e racconta la storia di un’insegnante di letteratura che vede cambiare completamente la propria esistenza a causa della rivoluzione komeinista e del successivo regime, in Iran. Uno sconvolgimento per tutti, su un piano comportamentale, culturale, ideologico. Il regista focalizza l’attenzione sull’importanza della libertà di pensiero (quando questa manca), cadendo però spesso nella trappola della didascalia e omettendo gli aspetti che l’autrice rivela come positivi del proprio credo musulmano. Risultando un po’ di parte.
propaganda, solo propaganda… valutate la questione in riferimento a quanto emerso dallo smantellamento, parziale, di USAID. Lasciamo che i popoli si autodeterminino in pace, con i loro tempi e modi, impediamo che i soliti noti imbasticano azioni di softpower per accaparrarsi delle risorse dell’Iran.
Film godibilissimo!!
Le dittature sono tutte brutte, ma questa è veramente la peggiore di tutte!
Quando la Dittatura incontra la religione e vuole identificarsi in essa … cosa mai potrebbe andare storto!!!
P.S.
Vorrei ricordare che la religione in questione oltre a negare il ruolo fondamentale delle donne nella società, ammettono ed incitano allo stupr* e alla ped*filia!
A me è veramente piaciuto, da uno sguardo vivido sulla condizione delle persone, e soprattutto delle donne, nel regime religioso dell’Iran toccando (se pur non in modo marcatamente approfondito) anche la rivoluzione islamica del ’79, fatto che la maggior parte degli occidentali forse conosce troppo poco.
Sarebbe stato bello anche una più approfondita analisi dei testi proibiti analizzati dal gruppo di donne, e una descrizione sui motivi della messa al bando, ma alla fine un film di meno di due ore ha i suoi tempi da rispettare.
Voto 7+